LA MUSICA DEGLI ANNI '80
Il 5 gennaio 1980, la classifica dei 45 giri più venduti in Italia vede al primo posto Heather Parisi, con "Disco bambina" (!), al secondo "Remi e le sue avventure" (!!), al terzo e al quarto, Loretta Goggi, con "L'aria del sabato sera" e "Cicciotella" (!!). È il segno inequivocabile di un mercato dominato dal grande successo di Fantastico, lo show del sabato sera, e dalle richieste dei bambini, che si danno da fare da matti con i mitici mangiadischi. La Parisi e la sigla del cartone animato si alternano al comando fino agli inizi di marzo: il 15, invece, arriva al primo posto il fenomeno dell'anno, Video killed the radio star.
La cantano i Buggles, uno sconosciuto gruppo inglese, che ottiene con questa canzone facile facile, che fà uso di campionature e sound elettronici, un successo mondiale. In Italia, rimangono al primo posto per 14 settimane di fila (verranno scalzati dall'Ape Maia!), conquistando la palma d'oro di disco dell'anno.
Alle loro spalle, i due campioni dell'estate 1980, Alan Sorrenti, con "Non so che darei", e Gianni Togni, con "Luna". Altri numeri uno nel corso dell'anno saranno Miguel Bosé, con "Olympic games", Renato Zero, con "Amico", Diana Ross, con "Upside down", e gli Spargo, sconosciuto gruppo italiano, con la smielata "You and me".
Tra i 33 giri, sono 6 gli album che raggiungono il primo posto nel corso dell'anno: Lucio Dalla é il campione, con Dalla, che contiene tra le altre "Balla balla ballerino" e "La sera dei miracoli". I Pink Floyd si accontentano della piazza d'onore, ma il loro The wall é il numero uno mondiale dell'anno.
Le casalinghe innamorate spingono invece al primo posto Julio Iglesias, con "Innamorarsi alla mia età", mentre gli altri numeri uno sono l'intramontabile Lucio Battisti, con "Una giornata uggiosa", Edoardo Bennato, con la mitica "Sono solo canzonette", e Renato Zero, con "Tregua", contenente la stupenda "Amico".
I Pink Floyd dominano le classifiche di vendita degli album, ma il vero fenomeno dell'anno sono i Blondie, con Call me.
La canzone principale del film "American gigolo", scritta da Giorgio Moroder, ottiene il primo posto in tutto il mondo. Grande successo anche per i Police, con l'album "Zenyatta mondatta" che monopolizza le top ten inglesi, trascinato dal singolo "Don't stand so close to me". Un giovane cantante americano al debutto trionfa con l'album che porta il suo nome, Christopher Cross. Altri grandi album nell'anno, "The river", di un giovane Bruce Springsteen, e "Emotional rescue", di un gruppo che già allora viene considerato di "vecchietti": i Rolling Stones. Mentre il movimento punk vive i suoi ultimi giorni di fuoco, con "London calling" dei Clash, escono due album molto importanti: i Dire Straits pubblicano il loro terzo lavoro, Making movies, mentre uno sconosciuto gruppo irlandese propone la sua opera prima: il disco é "Boy", loro sono gli U2. Ne sentiremo parlare ancora, credo. A fine anno, viene ucciso da un suo fan pazzo il leader dei Beatles, John Lennon, che diventerà presto un'autentica icona della cultura popolare.
"Non so che darei", "Figli delle stelle", "L'unica donna per me": un trio di meraviglie lancia al primo posto delle classifiche e sulle copertine delle riviste Alan Sorrenti.
Baffo da seduttore, voce in falsetto molto fine anni 70, è l'idolo delle sorelle maggiori e delle mamme dell'epoca, che con la scusa di comprare "L'ape Maia" ai figli trovano il modo di far scivolare in borsa anche l'ultimo disco della versione italiana di Julio Iglesias, che le fá sospirare quando appare nell'ennesima trasmissione televisiva. Esempio quasi scolastico di "meteora", Alan vive due stagioni di autentica gloria, per poi sparire nel dimenticatoio, anche per problemi personali molto seri. Chi non puó invece definirsi meteora nel senso proprio del termine é Gianni Togni, serissimo professionista della canzone d'autore: ma é chiaro che il successo che vive nell'estate del 1980, quando la sua Luna é la canzone piú comprata e ascoltata in radio, non sarà poi nemmeno lontanamente riavvicinato dal bravo cantautore.
Arrivano dalla Francia, ma sono fenomeni soprattutto da noi i Rockets, gruppo che fà uso di fumo, raggi laser e suoni elettronici, e che si acconcia da alieni argentati. Fantastici con "Galactica"! A livello mondiale, nascono e muoiono nel giro di una stagione i Knack, con la divertente My Sharona. Gennaio vede il dominio di "Anna dai capelli rossi" (!), poi, dopo la parentesi Barbra Streisand, tre canzoni si alternano in testa alla classifica: "Maledetta primavera", di Loretta Goggi, "Sarà perché ti amo", dei Ricchi e poveri, e il fenomeno "Gioca jouer", del disc jockey Claudio Cecchetto, non una canzone ma un giochino musicale. Fà in tempo ad arrivare in testa anche la francesina Lio, con "Amoreux solitaires".
Poi, arrivano i dominatori dell'anno: per primi, gli O.M.D., un gruppo inglese della scena alternativa che trovano il successo mondiale con "Enola Gay", l'aereo che sganciò l'atomica su Hiroshima. Per loro, sei settimane al numero uno, prima che arrivi il mostro del 1981: Nikka Costa.
A soli 6 anni, questa bambina dalla voce pazzesca sbaraglia le classifiche di mezzo mondo con una canzone d'amore, "On my own", rimanendo al numero 1 in Italia per 14 settimane di fila. A fine anno, solo Kim Carnes, con il successo mondiale "Bette Davis eyes", la scalzerà dalla vetta. A metà dicembre, entra in classifica Reality: ne riparleremo.
La classifica dell'anno dei 33 giri, vede invece al primo posto i Dire Straits: "Making movies" trova il meritato successo in Italia quasi un anno dopo la sua uscita, decretando l'inizio di un rapporto d'amore tra il nostro Paese e il gruppo di Mark Knopfler, che a febbraio si é esibito a San Remo. Gli altri campioni dell'anno sono Claudio Baglioni, con "Strada facendo", e i Pooh, con il bellissimo Buona fortuna. Grandi successi sono anche "Icaro", di Renato Zero, e "Guilty", di Barbra Streisand. Riccardo Cocciante conquista i primi posti con "Cervo a primavera".
Forse molti di voi non li conoscono, ma i campioni del 1981 sono i Reo Speedwagon, un gruppo americano che domina le classifiche con l'album "Hi infidelity", trainato dal grande successo del singolo Keep on loving you.
L'ennesimo lavoro degli Stones, "Tattoo you", raggiunge le cime delle classifiche, con la famosa "Start me up" a fare da apripista. "For those about to rock" é il successo mondiale degli australiani AC/DC, i re dell'hard rock. "Bette Davis eyes" é il disco dell'anno, per la brava Kim Carnes, mentre l'arrivo di MTV fà entrare nelle case i primi video musicali, tra i quali spicca "Physical", con un'atletica Olivia Newton John. Celebration, dei Kool and the gang, porta anche negli anni 80 la disco fever dei 70, "Games people play" lancia gli Alan Parsons project.
Non arriva mai al numero uno, ma rimane in classifica più di tre mesi e diventa un autentico fenomeno Alberto Camerini: l'Arlecchino elettronico si presenta in tv con creste multicolori e un disco pieno di suoni elettronici: é la fantastica Rock 'n roll robot.
Quasi una versione di Camerini al femminile é la punk Donatella Rettore, in classifica con "Donatella". Arriva invece dal Belgio il simpatico Plastic Bertrand, che si farà conoscere grazie a "Hula hoop" e poi si ripeterà con l'altrettanto "impegnata" Ping pong.
Tale Paolo Barabani ottiene i suoi 5 minuti di gloria con "Hop hop somarello". Cose da anni 80!
1982
In un anno in cui molte canzoni si alternano al comando della hit parade, sarà uno sconosciuto cantante austriaco a vincere il premio di canzone dell'anno. Intanto, a inizio 1982, spopola ovunque, soprattutto alle feste di compleanno e di carnevale, Reality, dello sconosciuto Richard Sanderson, tema del clamoroso successo cinematografico di fine 1981, "Il tempo delle mele". Dopo la vittoria a San Remo, va benissimo anche Riccardo Fogli, con "Storie di tutti i giorni". Sempre sull'onda di un successo cinematografico, "Paradise" di Phoebe Cates domina le hit parade per tre mesi, finché non viene superata dal nuovo idolo delle teenagers, Miguel Bosé con "Bravi ragazzi". Anche gli Imagination e Claudio Baglioni, con la splendida "Avrai", arrivano al numero uno, finché a metà ottobre arriva Falco.
Lo sconosciuto giovanotto austriaco va in testa alla classifica e ci rimane fino all'inizio del 1983 con una specie di rap elettronico in un inglese molto "tedesco". A nulla valgono i ripetuti assalti di "I won't let you down" dei PH.D. e di "Hard to say i'm sorry", dei Chicago.
Se il 1982 a 45 giri non ha avuto un vincitore netto, la classifica degli album é stradominata per tutto l'anno da un sopravvissuto del progressive rock italiano anni 70: Franco Battiato.
Abbandonata l'ardita sperimentazione dei tempi di "Fetus" e "Pollution", Battiato esce con La voce del padrone, un disco con tematiche molto profonde ma furbamente "mascherate" in quelle che all'apparenza sono canzoni molto "facili", in modo da non spaventare chi compra un disco in cui ci sono gemme preziose come "Gli uccelli", a mio modesto parere la piú bella poesia italiana degli ultimi anni. "La voce del padrone" sarà il primo disco italiano a superare il milione di copie vendute, e suo malgrado, Battiato diventa una star.
A reggere le bordate della corazzata Battiato, in classifica per oltre un anno, ci provano la colonna sonora de "Il tempo delle mele", "Cocciante", con la bellissima "Celeste nostalgia", che non riuscirà mai a raggiungere il numero uno, il rock elettronico degli Alan Parsons project, con "Eye in the sky", e verso fine anno i Dire Straits, che con "Love over gold" riusciranno a spodestare il tiranno siciliano.
Arrivano dall'Australia i campioni del 1982: sono gli sconosciuti Men at work, che sbancano le classifiche con Business as usual, contenente le due super hit "Who can it be now" e "Down under".
Il loro rock molto facile e l'inconfondibile attacco di sax conquista le top ten mondiali, mentre il compositore Vangelis conosce improvvisa, grandissima fama con la colonna sonora del film "Momenti di gloria". Paul McCartney ottiene grande successo in accoppiata con Stevie Wonder, in "Ebony and ivory". Olivia Newton porta fin nel 1982 il successo di "Physical", ma le due hit maggiori dell'anno sono "Hard to say i'm sorry", dei Chicago, e soprattutto "Eye of the tiger", dei Survivor.
Il gruppo americano é un altro esempio dello stretto connubio cinema-musica dell'epoca, visto che la loro canzone é il tema di "Rocky 3". Successo grandissimo anche per Don't you want me, degli Human league.
In un anno in cui i numeri uno, Falco e Sanderson, sono vere meteore, il panorama italiano propone Giuseppe Cionfoli, che si presenta a San Remo spacciandosi per frate (lo si saprà solo dopo), e diventa fenomeno mediale con "Solo grazie". La vera meteora é quindi Gazebo, gettonatissimo nei juke-box e come colonna sonora dei vari film di Vanzina, quest'anno con "Masterpiece", e poi con la mitica I like Chopin .
Ma gli autentici fenomeni parastatali dell'anno sono i Trio, tre zoticoni tedeschi che hanno 5 minuti di gloria con la mitica "Da da da" ( e il testo é tutto qua!). Anche i Quarterflash, con "Harden my heart", durano lo spazio di un pomeriggio. É un anno, il 1983, dominato dagli exploit di Thriller, che vende piú di 50 milioni di copie in tutto il mondo e fà diventare una stella di proporzioni galattiche Michael Jackson. In Italia arriva dopo metà anno, ma fa in tempo a dominare le classifiche di vendita dei 33 giri.
Lo straordinario risultato di Thriller oscura un'altra stagione magica per Franco Battiato, che con "L'arca di Noé" si avvicina ai numeri strabilianti de "La voce del padrone". I Police realizzano forse il loro miglior album, "Synchronicity", con la stupenda "Every breath you take". Successi anche per Lucio Dalla, la colonna sonora di "Flashdance" e la prima di una lunga serie di raccolte che verranno sui lavori di John Lennon. Si fà notare un giovane cantautore italiano, che l'anno prima era arrivato ultimo a San Remo: Vasco Rossi.
Tra i singoli, siamo forse l'unico Paese al mondo in cui Hard to say i'm sorry é seconda, dietro "Carletto", di Corrado. L'uscita in tutto il mondo del film "Flashdance" proietta al primo posto delle classifiche "What a feeling", di Irene Cara.
In Italia arriva a fine anno, giusto i tempo per bruciare sul filo di lana Moonlight shadow di Mike Oldfield, la mia canzone preferita in assoluto di tutti gli anni 80. "Vacanze romane" é il grandissimo successo dei Matia bazar, cosí come va fortissimo la canzone molto ruffiana di Toto Cutugno, "L'italiano". Ryan Paris interpreta la canzone " Dolce Vita " che vende oltre i 5 milioni di copie nel mondo e raggiunge il numero 1 nelle classifiche di tutto il mondo ( 12 dischi d'oro, 2 d' argento e 2 di platino). "Billie Jean" prepara l'arrivo di "Thriller", ma l'estate italiana é dominata da Renato Zero, con "Spiagge". A metà agosto arrivano come un ciclone gli sconosciuti Righeira, di cui parliamo piú sotto, con la mitica "Vamos a la playa". "I like Chopin" di Gazebo é l'ultimo numero uno prima dell'arrivo in vetta di Irene Cara e del disco dell'anno.
Se fosse uscito in un altro anno, "Synchronicity" avrebbe dominato tutte le classifiche del mondo. Trovandosi davanti il colosso "Thriller", si deve accontentare di fargli da secondo. Resta comunque un album stupendo, e i Police hanno almeno la soddisfazione del titolo per il singolo di maggior successo, Every breath you take.
"Billie Jean" e "Beat it" gli arrivano comunque molto vicino, e fanno passare in secondo piano altre grandi canzoni. Un gruppo inglese con uno strano personaggio come leader si fà un nome con due grandi hit: "Victims" e Do you really want to hurt me lanciano i Culture club di Boy George. Va fortissimo ovunque Irene Cara, mentre un altro disco da ricordare é "Total eclipse of the heart", di Bonnie Tyler. Primo numero uno per il duo degli Eurythmics, con "Sweet dreams". Gli U2 incidono "Sunday bloody sunday" sui tremendi fatti di Derry del 1972, ma nessuno ancora si accorge di loro. Ahinoi, invece, sta per arrivare l'epidemia Duran Duran: primo segno, "Hungry like the wolf". I Pink Floyd danno il taglio finale, "The final cut", alla loro esperienza musicale: senza Roger Waters, diventeranno tre macchine succhiasoldi senza un briciolo di originalità.
Alla voce "meteore" del dizionario dovrebbe comparire la loro foto: sono un duo piemontese che canta in spagnolo e nell'estate 1983 diventano il fenomeno assoluto delle canzonette italiane: i Righeira.
"Vamos a la playa" diventa un tormentone incredibile, e una delle canzoni che vengono subito in mente quando si parla di anni 80. Seguirà un altro discreto successo, "No tengo dinero", e poi l'oblio assoluto. Piú o meno quello che succede a Dario Baldan Bembo, un grande autore e musicista serio, che si vede da un giorno all'altro in testa alle classifiche e in tutte le trasmissioni televisive, grazie a L'amico é, sigla del primo telequiz di canale 5, Superflash. Dopo sei mesi di notorietà, Baldan Bembo non lo riconosce nemmeno sua madre.
Anche F.R. David ha lo stesso destino, con "Words", e non é da meno Greg Kihn, con "Jeopardy".
La divertente canzone sui quiz televisivi americani é un fenomeno di vendite, ma rimarrà l'unico acuto di questo cantante. Nella stessa categoria, Laid back e Bandolero. Chi? Ah,si: "Sunshine reggae" e "Paris latino".
un anno, molto "open", almeno in Italia, dove non é ancora arrivato il ciclone Prince che con "Purple rain" si é abbattutto sul mondo anglosassone. Tra i vari aspiranti alla corona di disco dell'anno, hanno titoli Francesco De Gregori, due mesi in vetta con "La donna cannone", Raf, dominatore dell'estate con "Self control", Paul Young, con la bellissima "Love of the common people", e ancora, Gianna Nannini, con Fotoromanza, Amii Stewart, con "Friends", Stevie Wonder con "I just called to say i love you".
Ma nessuno di questi cantanti riesce nell'impresa dei tedeschi Alphaville, il gruppo dell'anno.
Il 12 maggio, entrano in classifica con "Big in Japan", a cui fanno seguito "Sounds like a melody" e Forever young: per otto mesi di fila, almeno un loro disco é nei primi 10, un risultato straordinario che vale tantissimo, in un mondo altamente volubile come quello dei 45 giri. La classifica degli album é un trionfo degli artisti italiani: Va bene, va bene così é il primo, grandissimo successo del futuro re del rock Vasco Rossi.
Francesco De Gregori ha un grande successo con "La donna cannone", mentre Gianna Nannini si candida al titolo di esordiente dell'anno, con "Puzzle", contenente il grande successo "Fotoromanza".
E ancora, Antonello Venditti, i Pooh, Lucio Dalla, Fabio Concato e Pino Daniele ottengono ottimi riscontri. Tra gli stranieri, si salvano solo Stevie Wonder e Paul Young. Ma a fine dicembre é arrivato "Wild boys" dei Duran Duran, e tante cose non saranno piú le stesse...
Lo hanno chiamato e si é fatto chiamare nei modi più disparati, arrivando a rinnegare il nome con cui si fá conoscere nel 1984: Prince. Per adesso, si chiama "il genio di Minneapolis", e Purple rain ottiene un successo strepitoso.
Non solo, anche il singolo "When doves cry" é il numero uno della categoria. Tra chi si deve accontentare del secondo posto, un tale Bruce Springsteen incide una certa "Born in the USA", che diventerá il pezzo trainante dell'omonimo album e di tutta la carriera futura del Boss. Cyndi Lauper piazza non uno, ma due grandi hit: "Girls just want to have fun" e la bellissima Time after time, e altri notevoli numeri uno sono Tina Turner, con "What's love got to do with it", Phil Collins con "Against all odds", dal film "Due vite in gioco", e Stevie Wonder e Ray Parker jr., anche loro passati al cinema, rispettivamente con I just called to say i love you dal film "La signora in rosso" e "Ghostbusters", dall'omonimo horror comico che spopola in tutti i cinema. I Van Halen ottengono grande successo con "Jump", mentre a fine anno un gruppo di superstar del pop inglese si riunisce con il nome di Band aid e incide "Do they know it's Christmas".
La canzone, bellissima, avrá grandissimo successo nel 1985, e sará il motore di tutta l'operazione "Live Aid". Tra i membri di Band aid ci sono anche i Duran duran, che hanno ottenuto nel corso dell'anno il loro primo numero uno, con "The reflex". "Borderline" é il primo disco da classifica di una italoamericana piuttosto tarchiatella, tale Madonna.
Sandy Marton vive la sua estate di gloria, con la mitica "People from Ibiza". Capello lungo, faccia da figlio di buona donna che la sa molto lunga, fá strage di cuori tra le teenagers italiane con la sua tastierona da tracolla: in realtá, é meno esotico di quanto faccia credere, e deve il suo successo a un grande creatore di fenomeni multimediali come Claudio Cecchetto, che si é stufato di cantare "gioca jouer".
Altri fenomeni da notte di mezza estate sono Il Gruppo italiano, quelli di "Tropicana" e "Anni ruggenti", i Novecento, con "Movin' on", e Mike Francis, italianissimo nonostante il nome, con "Survivor". Kenny Loggins fá in tempo ad arrivare al numero uno in tutto il mondo con Footloose prima di ritornare nel buio, i Rockwell diventano famosi con "Somebody's watching me" e poi spariscono, i Wang chung incidono "Dance hall days" e poi tornano alle loro vere occupazioni. Tristi storie, negli anni 80... George Michael domina l'inizio anno, da solo con "Careless whisper" e come 50% degli Wham con "Wake me up". Prima che San Remo lanci in orbita tre personaggi, và al numero uno "Do they know it's Christmas", che porterà a molte cose buone nel corso dell'anno. I tre fenomeni che escono da San Remo, sono Eros Ramazzotti, "Una storia importante" e la candidatura a diventare a breve il numero uno del pop italiano, Luis Miguel, idolo delle ragazzine con "Ragazzi di oggi", e soprattutto i Duran Duran.
Un anno dopo l'Inghilterra, arriva anche da noi la Duranmania: nel corso dell'anno, piazzeranno in vetta alla classifica di tutto, da "Wild boys", a "Save a prayer", fino all'insulsa "A view to a kill". La contrapposizione all'altro gruppo idolo delle ragazzine inglesi, gli Spandau ballet, in Italia regge poco. Del resto, uscirà il film "Sposeró Simon Le Bon", mica "Sposeró il fighetto degli Spandau" (Tony qualcosa, non chiedete a me, io ascoltavo i Dire Straits..).
Il clamoroso successo dei Duran non fà comunque passare in secondo piano l'altro numero uno dell'anno, il supergruppo Usa for Africa, che sulla spinta dell'esempio inglese lancia la mitica We are the world, sempre contro la carestia in Etiopia. I due progetti di aiuti inglese e americano si fondono il 13 luglio in "Live aid", il piú grande concerto live della storia, che tra Londra e Philadelphia chiama sul palco decine di big della canzone, e raccoglie miliardi di telespettatori davanti al video e decine di milioni di dollari (di 20 anni fa..) a favore delle popolazioni africane colpite dalla carestia.
L'anno si chiude con miss Veronica Ciccone in testa a tutte le classifiche, e prossima regina incontrastata di tutto ció che é pop: "Like a virgin" sarà un serbatoio inesauribile di numeri uno. La classifica degli album premia invece Claudio Baglioni, con La vita é adesso, davanti al primo tentativo solista di Sting, "The dream of the blue turtles". Gli altri numeri uno sono gli inevitabili Duran, gli Spandau ballet, e Vasco Rossi, "Cosa succede in città". Arriva in Italia solo nel 1986 l'album dell'anno mondiale, "Brothers in arms".
All'estero, infatti, l'album di Madonna é uscito a cavallo della fine dell'anno prima con il 1985, e nonostante il successo clamoroso, non riesce a fare gli stessi numeri dei Dire Straits, che producono quello che sarà l'album piú venduto di sempre nel nuovo formato di registrazione ottico inventato dalla Philips, il compact disc. "Brothers in arms" conquista tutti i mercati mondiali, e Money for nothing il premio di video dell'anno.
L'esibizione dei Dire Straits con Sting a Live Aid é uno dei pezzi piú visti dello show. Non che Madonna si debba lamentare del 1985, tutt'altro: "Into the groove", "Crazy for you", Like a virgin sono numeri uno in tutto il mondo, e ne fanno la regina del settore singoli.
Gli incredibili exploit dell'artista italoamericana fanno passare in secondo piano gli straordinari exploit di George Michael, sia da solo che come parte degli Wham. I Tears for fear sono il nome nuovo delle classifiche, mentre é un trionfo il tentativo da solista di Phil Collins, con "No jacket required".
"L'estate sta finendo", cantano i Righeira, e insieme a lei la loro ultima stagione di notorietà. Ma la meteora piú veloce dell'anno é il giovanissimo Luis Miguel, che a San Remo propone la ruffiana "Ragazzi di oggi".
Diventa il beniamino delle ragazzine della fascia 9-13 anni, visto che le over 13 sono impegnate a svenire per i Duran Duran, e la sua carriera italiana é finita prima ancora di cominciare. Sandy Marton ci delizia con "Camel by camel", mentre l'italianissimo Baltimora non ottiene in Italia il successo che riceve in America, dove Tarzan boy arriva al numero uno delle classifiche. Aggiungerei alla lista anche Den Harrow, con "Mad desire" e i Tipinifini, con "Fever", ma poi non vorrei che mi perdeste di vista la batteria molto nutrita di meteore col passaporto che transitano nei cieli italiani e internazionali nell'anno di grazia 1985. Si comincia con i due big della categoria: Limahl, con "Neverending story", tema del film "La storia infinita", e soprattutto i mitici Opus, quelli di Live is life.
Sbucano dal nulla con questo incredibile successo, probabilmente uno dei 10 dischi piú ricordati di tutti gli anni 80, e poi tornano nell'oscurità un attimo dopo: meteore veramente da casistica! Non sono da meno gli Arcadia, specie di succursale dei Duran Duran, con "Election day", o Paul Hardcastle, con l'odiosa "Nineteen". E cosa dire degli unici e soli Dead or alive, quelli di You spin me round (like a record). Per non darvi troppe emozioni in una volta sola, diró infine che questo anno fortunatissimo per l'avvistamento di corpi celesti ha portato anche i Go West, Belouis Some e Murray Head, il fighetto di "One night in Bangkok. Che anno, ragazzi!
Madonna é regina unica e sola delle classifiche italiane: True blue domina le vendite degli album, e i vari singoli estratti, tra cui "Papa don't preach", "Open your heart", La isla bonita e "Live to tell", sono puntuali numeri uno tra i singoli.
La signorina Ciccone é anche un'abile utilizzatrice del nuovo mezzo di comunicazione che sta sempre piú prendendo piede in tv, il videoclip. Tutti i suoi singoli hanno il supporto di video molto ben fatti, che spopolano su MTV o sulla seguitissima trasmissione "Deejay television". E proprio con un video per l'epoca originalissimo, che unisce film e disegni animati, si mettono in evidenza gli sconosciuti A-ha.
Take on me lancia il trio norvegese ed é campione di incassi in tutta Europa, e il video é premiato ovunque. In Italia, il 1986 é un altro anno pieno di successi clamorosi e mai piú ripetuti, come si dirà piú avanti, ma anche di conferme ai vertici: "Adesso tu" é il grande successo di Eros Ramazzotti, che lancia il suo primo album al numero 1, "Nuovi eroi". Se io fossi un angelo é il tormentone dell'anno, a firma di Lucio Dalla, Battisti riesce ancora a sfornare un numero 1, "Don Giovanni". "Giulio Cesare" é il brano portante del successo di Antonello Venditti, "Venditti e segreti". Continua la contrapposizione tra i Duran Duran, con "Notorious", e gli Spandau ballet, con "Through the barricades". Ma l'Italia é solo sfiorata dai due grandi numero uno dell'anno, Whitney Houston e sua zia, Dionne Warwick.
É di una debuttante, infatti, il numero uno dell'anno: la sconosciuta Whitney Houston supera anche Madonna, e fà strage di vendite e premi con il suo primo album omonimo.
I wanna dance with somebody e "The greatest love of all" fanno da traino a tutto il 33 giri, e insieme all'utilizzo, anche in questo caso, di video molto ben fatti, lanciano la bella Whitney nel firmamento delle stelle piú luminose del pop. Ma nonostante il suo straordinario successo, e quello di Madonna, é di un'altra signora il disco piú venduto dell'anno: Dionne Warwick incide con altri grandi artisti "That's what friends are for", stupenda canzone sull'amicizia, i cui proventi vengono devoluti alla ricerca sull'Aids, la cui drammaticità sta cominciando a impressionare l'opinione pubblica. Il miglior disco dell'anno, invece, musicalmente parlando, é "So", di Peter Gabriel, ex leader dei Genesis, il cui video "Sledgehammer" é il piú originale della stagione.
Grandi successi sono anche "Slippery when wet" dei Bon Jovi e il live di Bruce Springsteen e la E street band. Il successo del film "Top gun" lancia in orbita gli sconosciuti Berlin, con Take my breath away. I Survivor ripetono il successo di "Eye of the tiger" con "Burning heart", colonna sonora di "Rocky 4". L'inedita collaborazione tra i rapper Run DMC e il gruppo hard rock Aerosmith produce la simpatica e vendutissima "Walk this way". "Say you say me" é il piú grande successo nella pur brillante carriera di Lionel Richie.
Anche il 1986 é ricchissimo di avvistamenti di stelle di mezza estate. La premiata ditta Cecchetto sforna tre prodotti: Taffy, i Via Verdi, con "Diamond", e soprattutto Tracy Spencer.
Run to me é un successo strepitoso, il vero hit dell'estate, e la simpatica, sconosciuta Tracy vince Festivalbar e telegatti a pioggia, per poi tornare nell'anonimato. Ivana Spagna non é propriamente una meteora, ma certo le vendite di "Easy lady" e la relativa esposizione televisiva, in futuro se le potrà solo sognare. L'italianissimo Den Harrow sforna il suo capolavoro(!) "Catch the fox". E Fox é il cognome dell'esplosiva Samantha, la super meteora dell'anno.
Con la sua dirompente carica, le curve pericolossissime e gli ammiccamenti espliciti di Touch me, conquista immediatamente il pubblico maschile, soprattutto quelli della fascia 13-18 anni. I suoi passati da ragazza di pagina 3 di vari tabloid inglesi non fanno altro che guadagnarle ulteriori consensi. Dopo un altro grande hit, "Nothing's gonna stop me now", sparirà dalla circolazione. E successo di un'estate, anzi per essere piú precisi di un inverno, é "Holiday rap", di MC Miker G e Dj Sven (?), due sconosciuti rapper, tornati immediatamente al loro vero lavoro (?). Bruce e Bongo sono invece due zoticoni tedeschi che esaltano le imprese del loro Boris Becker nel tormentone dell'anno, la mitica "Geil". Doctor & the medics sfrecciano con "Spirit in the sky", le Bananarama rifanno la vecchia "Venus" e la portano ai vertici delle classifiche, dove arrivano anche gli sconosciuti Picnic at the white house, con "We need protection".The captain of her heart é il solo grande successo della carriera (!) di Double, così come "Looking for love" per Tom Hooker. Billy Ocean brilla di luce intensissima con "When the going gets tough", e se per caso vi ricordate anche i Cameo, quelli col sospensorio di lattice rosso, beh allora siete rovinati..ma "Word up" era proprio forte!
Madonna é un autentico fenomeno: riesce a dominare le classifiche anche con un disco davvero insulso, come "Who's that girl", al primo posto per più di 4 mesi. Ma i numeri uno dell'anno sono 5 capelloni scandinavi, gli Europe.
The final countdown é il dominatore delle classifiche italiane ed europee, e il gruppo di Joey Tempest diventa senza dubbio il piú famoso del vecchio continente. Grande successo per la rivisitazione di "Let it be" da parte del supergruppo dei Ferry Aid, nato per scopi umanitari dopo una tragedia nel mare inglese, che é costata la vita a più di 200 passeggeri di un battello. Umberto Tozzi vince San Remo ed Eurofestival, e arriva al numero uno con "Si puó dare di più" e Gente di mare. Ma l'artista italiano di maggior successo del 1987 é Zucchero, che con "Blues" realizza quello che sarà il disco italiano piú venduto di sempre.
Il fenomeno Whitney Houston arriva in Italia con il suo secondo album e il singolo "I wanna dance with somebody", và fortissimo anche George Michael con "Faith", e arriva finalmente il botto da parte degli U2: anche in Italia, "The Joshua tree" é campione di vendite.
Dopo una lunga gavetta, ed album che poi verranno giudicati splendidi, ma all'epoca dell'uscita praticamente ignorati, come "Boy", "October", "The unforgettable fire", arriva il trionfo per Bono e gli U2.
The Joshua tree" é uno dei migliori lavori discografici di sempre, con almeno tre gemme purissime, tra cui "With or without you", che grazie anche al video molto suggestivo fà conoscere a tutti quelli che saranno i numeri uno assoluti dei prossimi 15 anni di rock. In termini di vendite, comunque, il numero uno dell'anno é la colonna sonora del fenomeno cinematografico "Dirty dancing", mentre "Licensed to ill" fà conoscere l'irriverente rap bianco dei Beastie boys. "Bad" di Michael Jackson ottiene una copertura mediatica senza precedenti, ma non é "Thriller". Cosí come "Tunnel of love" non é "Born to run"..Il singolo dell'anno é opera delle Bangles.
Walk like an egyptian é uno dei classici tormentoni degli anni 80, che premia il lavoro di un gruppo da tempo sulla breccia, ma mai prima d'ora così di successo. "La bamba" impazza dappertutto, mentre il singolo "Faith" preannuncia il grande successo dell'album di George Michael.
Sabrina Salerno é la risposta italiana a Samantha Fox: il suo "Boys" scala le classifiche di mezza Europa grazie anche al supporto del video che mostra le grazie della cantante ligure.
Nick Kamen passa dalla pubblicità dei blue jeans al primo posto, con "Each time you break my heart", alla rivendita dei blue jeans usati..Mel & Kim ottengono due grandi hit, con "Respectable" e "Showing out", e poi di loro non si sà piú niente. Rick Astley é un altro dei fenomeni parastatali dell'anno, con la vendutissima Never gonna give you up, mentre Debbie Gibson con "Only in my dreams" dura il tempo di un estate. Detto che vanno in classifica anche tale Richenel, con "Dance around the world", la sconosciuta francese Caroline Loeb con l'irritante "C'est la ouate" e gli Off (?), con "Electrica salsa" (!), a fine anno piomba in cima alle hit parade il fenomeno M.A.R.S.S., con Pump up the volume. Storie di grande musica, negli anni 80... Il 10 settembre 1988 la classifica dei singoli piú venduti in Italia vede al numero 1 Jovanotti, con "Gimme five", al numero 2 Jovanotti, con "Gimme five 2", e al numero 8..Jovanotti con "Go Jovanotti go"!
Indovinate allora chi é il personaggio dell'anno in Italia, considerando che a dicembre sarà ancora primo, con "É qui la festa?" (e secondo é Charlie, con "Faccia da pirla"..). L'abile lavoro di marketing di Claudio Cecchetto crea anche in Italia uno di quei personaggi dal successo sfolgorante di una sola stagione tipici dei mercati anglosassoni: se non altro, Jovanotti sarà abbastanza bravo da "riciclarsi" cantante serio una volta finita la sbornia di successo da simil-rapper italiano. L'uragano Cherubini travolge tutto e tutti, in una stagione che comunque per il mercato italiano non é proprio esaltante, con successi commerciali che hanno poco a che vedere con la musica di qualità: gli Eight wonder di Patsy Kensit, i M.A.R.S.S., Guesch Patti, il citato Charlie..arriva al numero uno anche la scanzonata banda di Renzo Arbore, con Si, la vita é tutta un quiz.Tra le canzoni che invece restano, "A groovy kind of love" di Phil Collins e le bellissime Wonderful life, dello sconosciuto Black, e "One moment in time", di Whitney Houston.
Se non altro, la musica d'autore trova spazio negli album, con la riuscitissima opera prima della cantautrice americana Tracy Chapman, che domina le classifiche con l'album omonimo. "Nothing like the sun" é forse il miglior lavoro da solista di Sting, e mentre esplode il fenomeno Luca Carboni, si confermano ai vertici Eros ramazzoti, Antonello Venditti e l'accoppiata di bolognesi d'oro Dalla-Morandi.
Si confermano gli U2 con un altro grandissimo album, Rattle & Hum, ma il fenomeno mondiale del 1988 é George Michael.
L'ex 50% degli Wham opta definitivamente per la carriera solista, e il successo che coglie con "Faith", singolo e album dell'anno, dimostrano che ha avuto ragione. Grande successo anche per gli INXS, con "Need you tonight" e per George Harrison, che con il video senza dubbio piú originale dell'anno porta al numero 1 Got my mind set on you. Trionfale ma effimero successo per Belinda Carlisle, con "Heaven is a place on heart", mentre "Sweet child o' mine" fà da trampolino al primo grande successo dei Guns 'n Roses, "Appetite for destruction".
Il gruppo di Axl Rose e della chitarra Slash é quanto di meglio in ambito hard rock dai tempi dei Deep Purple, e diventerà il nuovo punto di riferimento in materia per i prossimi anni. "It takes a nation of millions to hold us back" é invece il disco che proclama i Public Enemy fenomeni assoluti del rap. Nella sua prima "incarnazione" ottiene un grande successo Kylie Minogue con "I should be so lucky", mentre la stupenda Don't give up della coppia Peter Gabriel-Kate Bush aspira seriamente al titolo di canzone più bella del decennio.
Tullio De Piscopo é un'altra meteora non proprio tipica, certo é che il successo che ottiene con Andamento lento, in seguito se lo puó solo sognare..così come la Steve Rogers band, tormentone dell'estate con "Alzati la gonna" e poi tornata al ruolo di gruppo supporter di Vasco Rossi. Belinda Carlisle é una stella molto luminosa solo nell'estate 1988, con "Heaven is a place on heart" e "I get weak", ma non regge il confronto con l'autentica meteora dell'anno, la francese Guesch Patti.
Con un video molto provocante e oggetto di vari dibattiti in merito alla liceità di trasmettere tutto a tutte le ore, ottiene un grandissimo successo per la sua Etienne: poi, sparirà dalla circolazione. Transitano nei cieli molto velocemente anche Eddy Grant, con "Gimme hope Johanna", Ziggy Marley con "Tomorrow people", Vanessa Paradis con "Joe le taxi". Anche se conosciutissimi nell'ambiente reggae inglese, non erano molto noti all'estero gli Afrika Bambataa, che spopolano con Reckless. Gerry Scotti rischia di arrivare al numero 1(!) con "Smile". Anno di musica per palati fini, il 1988!
La hit parade italiana di inizio 1989 é dominata dal comico Francesco Salvi, prima con "C'é da spostare una macchina", poi con "Esatto", che tiene dietro le ennesime Jovanottate, tra cui "spicca" "Vasco". Madonna (Like a prayer, "Express yourself", la prima con un video molto contestato dalle comunitá cristiane) conferma il suo ruolo di regina delle classifiche, mentre l'estate lancia il duo dei Roxette ("The look", Listen to your heart) e regala un clamoroso successo a Edoardo Bennato, con "Viva la mamma". Gli sconosciuti Rocco & the carnations fanno il botto con la hit dell'estate, Marina. L'autunno porta invece il fenomeno assoluto dell'anno, la lambada.
É un nuovo ballo sudamericano, portato in Europa dal gruppo dei Kaoma(?), e diffusosi come una malattia, come neanche la disco dance ai tempi della "Febbre del sabato sera". Diventa un autentico fenomeno di costume, come succederà anni dopo con "Asereje", per esempio. Sarà anche la ultima numero uno degli anni 80, vanamente contrastata da Phil Collins con Another day in paradise.
La classifica degli album, se non altro, é invece tutta made in italy, con "Oro incenso e birra" di Zucchero, che ripete gli exploits di "Blues", e Liberi liberi, di Vasco Rossi. Il cantautore romagnolo ha attraversato da protagonista tutti gli anni 80, dall'esordio con ultimo posto a San Remo (come Zucchero, del resto) agli album che lo hanno fatto diventare il numero uno del rock nostrano. I due ex trombati del festival lasciano poco spazio alla concorrenza, tra cui si distinguono, comunque, Tina Turner ("Foreign affair"), la prima antologia dei Dire Straits, "Money for nothing", e i Simpy Red ("A new flame"). Al termine di dieci anni, resta da fare un veloce consuntivo: i quattro dischi probabilmente piú importanti, nelle categorie "45 giri italiani", "45 giri stranieri", "lp italiani", "lp stranieri" sono stati, a mio modesto avviso, La donna cannone, We are the world, La voce del padrone e The Joshua tree.
In un annata non proprio indimenticabile, trionfa il duo dei Milli Vanilli. "Girl you know it's true", "Girl, i'm gonna miss you", e soprattutto Blame it on the rain fanno di questa giovane accoppiata gli assoluti fenomeni delle classifiche internazionali.
Ma non é tutto oro ciò che luccica: nella primavera del 1990, si viene a sapere che i due nelle canzoni campioni delle hit in realtà avevano messo solo la faccia: la voce era in realtà di un trio di cantanti dietro le quinte, e i Milli muovevano solo la bocca. Lo scandalo che ne segue provoca un forte esaurimento nervoso per uno dei due componenti del duo, che di lí a poco preferirá il suicidio alla vergogna. Tristi storie, negli anni 80 della musica..Nessuno invece trova niente da ridire su un altro duo, i Roxette, che con "The look" e "Listen to your heart" iniziano la scalata alle vette della pop music. Vette raggiunte quest'anno da Paula Abdul, con l'album campione del 1989, "Forever your girl". I Fine young cannibals realizzano una delle canzoni più ricordate del decennio, She drives me crazy, mentre una non giovanissima Cher si propone come sexy star della canzone con "If i could turn back time". La colonna sonora di "Batman" riporta in vetta Prince, o comunque si chiami in questo scorcio di fine anni 80. "Stand" è il primo grande successo di un gruppo americano di cui sentiremo parlare negli anni 90, i R.E.M.
Michael Jackson, con "Thriller", e Madonna, con "Like a virgin", sono gli indiscutibili numeri uno degli anni 80, che ci lasciano anche gli U2 come inevitabili campioni delle classifiche. Ma io insisto nel consigliarvi i Reo speedwagon, ne vale la pena, datemi retta..
Francesco Salvi sa troppo bene di non essere un cantante per poter rientrare nella categoria delle meteore canore, e perció cede volentieri il posto a Rocco & the carnations, che con "Marina" riescono a imbucarsi per un mese alla festa delle celebritá prima di tornare alla grigia vita di tutti i giorni (che poeta..). Spiacente, non sono rintracciabili loro foto. Gurdate invece chi ho trovato..
Figlio della luna è il grande successo del 1989 degli sconosciuti Mecano, che poi torneranno subito dopo ad esserlo, sconosciuti: l'impronunciabile "Shooting rubberbands at the moon" propone un gruppo molto interessante, Edie Brickel and the new bohemians, di cui però non si sentirà parlare ancora molto, in futuro. Nascono e muiono in una serata decine di gruppi che hanno qualcosa a che fare con la pallosissima lambada.
Si chiudono così gli anni 80 delle meteore, con fenomeni che ricorderemo sempre, come Alan Sorrenti, Alberto Camerini, i Rockets, i Righeira, Falco, Plastic Bertrand, Samantha Fox..anche grazie a loro, gli anni 80 sono stati davvero mitici.
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